Nei giorni tra il 13 e il 22 maggio è stato organizzato a Biella "Bugella 2005", un campo scuola di protezione civile realizzato dal Comitato regionale del Piemonte della Croce Rossa Italiana. Trattavasi di un campo militare all'interno del campo sportivo di Biella e nell'ambito del quale si sono tenuti corsi per la formazione dei volontari del Corpo militare della C.R.I. a visitare il quale sono giunte in settimana scuole di ogni ordine e grado. Su iniziativa del Corpo militare della C.R.I. sono stati invitati a partecipare per il fine settimana conclusivo, quando il campo è stato aperto al pubblico, anche due gruppi storici relativi alla prima e alla seconda guerra mondiale. Il percorso predisposto per il pubblico era strutturato come una visita ad un piccolo museo allestito all'interno di quattro tende della C.R.I. Nella prima erano esposti pannelli contenenti fotografie, cartoline e testi che illustravano la storia dell'istituzione dalla sua creazione ai giorni nostri, seguivano poi un ampio campionario degli strumenti sanitari utilizzati dalla seconda metà dell'Ottocento alla seconda guerra mondiale; una dozzina di uniformi della Croce Rossa, da quelle risorgimentali a quelle di più recente utilizzo nelle missioni estere dell'Esercito Italiano; e infine, attraverso la proiezione di un DVD, le foto di alcuni momenti particolarmente significativi della storia del Corpo militare della C.R.I. All'esterno dell'ultima tenda erano posizionati i due campi montati dai gruppi storici presenti alla manifestazione. Il primo mostrava una trincea della Grande Guerra con diversi figuranti tra cui alcune crocerossine, mentre il secondo era organizzato come una piccola postazione di primo soccorso posta nelle immediate retrovie del fronte russo nel 1941 e difesa da alcuni militari dell'ARMIR, dove i feriti erano ricoverati affinché potessero ricevere cure immediate. I rievocatori della guerra del 1915-18 indossavano uniformi di fanteria, bersaglieri, alpini e sanità militare, mentre per quanto riguarda quelli della seconda guerra mondiale si potevano vedere un ufficiale e un milite dei battaglioni M e un medico della Milizia cui andava ad aggiungersi anche un Sanitäter della Wehrmacht.
Va detto che il momento saliente si è avuto nella giornata di sabato quando gli Ufficiali del Corpo militare della C.R.I. hanno prestato il loro giuramento. L'afflusso di pubblico, in divisa e non, è stato considerevole, ma ancor più apprezzabile è stato l'interesse mostrato dai visitatori per i gruppi storici, chiamati essi stessi a più riprese a spiegare cosa andavano a rappresentare, quali armi adoperavano e quali uniformi avevano indosso. La professionalità mostrata dai rievocatori nel dare risposta alla curiosità degli intervenuti è stata molto apprezzata, anche e soprattutto perché talvolta hanno trovato dinanzi a loro visitatori dotati di buone competenze storiche e tecniche. Gradita sorpresa questa, che ha permesso di potere in alcune occasioni instaurare un vero e proprio scambio di informazioni oltre che di idee con i rievocatori che per tutta la giornata si sono visti interrogare da un pubblico partecipe, curioso e quanto mai eterogeneo: dall'ufficiale che quel giorno giurava, all'anziano che aveva vissuto in prima persona la tragedia della guerra, da intere famiglie portate al campo dai ragazzini che in settimana lo avevano visitato con la scuola, al volontario che chiedeva ai gruppi di posare per la immancabile foto ricordo.
Una delle accoglienze migliori, e proprio per questa ragione più significativa, è stata quella che i militari e in particolar modo gli Ufficiali hanno tributato al gruppo della seconda guerra mondiale. L'apprezzamento per l'accuratezza nella ricostruzione delle uniformi dell'epoca e della ricerca filologica che vi sta dietro è giunto pressoché unanime e mai i commenti sono scivolati nella polemica di matrice politico-ideologica come invece si sarebbe potuto temere.
A Biella la rievocazione storica dell'ultimo conflitto mondiale ha esordito all'interno di una iniziativa promossa e nobilitata dal patrocinio di una istituzione quale è la C.R.I.; l'accoglienza è stata quanto mai positiva, a tratti calorosa, e ciò sembra prospettare che si possa finalmente contare su interlocutori istituzionali interessati e ben disposti nei confronti del mondo della rievocazione storica, purché presentata nel modo più corretto e più scevro da ormai stucchevoli diatribe ideologiche. L'iniziativa portata avanti dal Corpo militare della C.R.I. può costituire un precedente importante, e a nostro avviso la via da seguire per fare apprezzare appieno l'attività di chi si dedica alla rievocazione va individuata in simili eventi. E' indubbio che rievocare all'interno di un'arena con costumi e mezzi d'epoca sia importante e affascinante, ma altrettanto indispensabile e potenzialmente più valorizzante è certamente l'inserimento del prodotto di chi seriamente investe tempo, denaro ed energie nella rievocazione storica all'interno di circuiti ufficiali e istituzionali di alto profilo.

L'arrivo al campo e la sistemazione dei gruppi storici Un momento del giuramento degli Ufficiali del Corpo Militare della CRI
Foto di gruppo con alcuni rievocatori Rievocatori, crocerossine e personale del Corpo Militare della CRI Il gruppo di rievocazione storica della prima guerra mondiale
Simulazione di difesa del posto di medicazione Il pubblico
Il pubblico esce dalla tenda museo della CRI e arriva nei campi dei rievocatori
Spiegazione delle uniformi e delle armi italiane della Seconda guerra mondiale